Cultura giapponese


Giappone: Il mito della creazione Izanagi e Izanami, la creazione della terra e i loro figli


Secondo la religione tradizionale giapponese le prime divinità crearono due esseri, maschio e femmina, chiamati rispettivamente Izanagi e Izanami, nomi che significano “colui che invita” e “colei che invita”.

A loro gli dei diedero l’incarico di creare la terra e per farlo li dotarono di una lancia ingioiellata, chiamata Amanonuhoko: con essa fecero sorgere le terre dall’oceano e le mescolarono. Il fango che rimase sulla lancia e che finì per colare diede origine poi alla prima isola, Onogaro, a cui seguirono successivamente le altre otto grandi isole che formavano il Giappone dell’antichità.
Izanami e Izanagi mentre creano il mondo

Izanagi e Izanami scelsero di porre la loro dimora sulla prima isola creata e lì decisero di avere dei figli: costruirono perciò prima un pilastro e poi attorno ad esso un intero palazzo.

Le due divinità girarono dunque attorno al pilastro in direzione opposta l’uno all’altro e quando si incontrarono dall’altra parte la prima a parlare fu Izanami, la divinità femminile, che salutò Izanagi. Pur accorgendosi che sarebbe toccato a lui parlare per primo, Izanagi si coricò con la donna ed ebbe da lei due figli, che però erano malformati.

Dopo averli messi in una barca e lasciati al mare, Izanagi e Izanami si rivolsero agli altri dei chiedendo spiegazione di quella nascita così sfortunata, e gli dei spiegarono che tutto era dovuto al mancato rispetto del cerimoniale dopo aver girato attorno alla colonna.

Il cerimoniale, evidentemente, nella tradizione giapponese – come in molti miti antichi anche di altre civiltà – serviva a sottolineare il ruolo di guida del maschio e di sottomissione della donna.

Il dio e la dea quindi ripeterono l’operazione, con Izanagi che questa volta salutò per primo una volta giunto dall’altra parte, e dalla loro unione nacquero stavolta varie isole e divinità.

Pagina modificata martedì 2 giugno 2020

Il segreto della salute fisica e mentale non sta nel lamentarsi del passato, né del preoccuparsi del futuro, ma nel vivere il momento presente con saggezza e serietà.
La vita può avere luogo solo nel momento presente. Se lo perdiamo, perdiamo la vita. L'amore nel passato è solo memoria. Quello nel futuro è fantasia.
Solo qui e ora possiamo amare veramente. Quando ti prendi cura di questo momento, ti prendi cura di tutto il tempo.

Siddhartha Gautama