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22 Agosto 2023 Raku-Dō e Gong-Fu-Cha


Martedì 22 Agosto, corso e studio di:

Raku-Do
La via del Raku tradizionale giapponese

Gong-Fu-Cha
La cerimonia cinese del Te

Il Raku Do è una tecnica giapponese di cottura della ceramica, nata in sintonia con lo spirito zen è in grado di esaltare l'armonia delle piccole cose e la bellezza nella semplicità e naturalezza delle forme.
Il Raku è un'arte al servizio di un'altra arte, la cerimonia del tè: un rito, realizzato con oggetti poveri, incentrato sulla tazza che gli ospiti si scambiavano.
Le sue dimensioni erano tali da poter essere contenuta nel palmo della mano.
Il corso studio di Raku Do si svolge presso la Fondazione Italo Bolano

La scuola e l'Open Studio Italo Bolano sono stati riaperti il 22 aprile 2022.

Raku significa letteralmente "gioire il giorno". La tecnica fu inventata da un maestro di filosofia Zen.

Questa tecnica venne praticata da generazioni per le ciotole destinate alla cerimonia rituale del Te.

La caratteristica di queste ciotole era di essere sprovviste di manici.

La particolare composizione dell’argilla richiede la costruzione di un piccolo forno molto particolare per avere una cottura rapida.
La particolarità della tecnica Raku consiste nella seconda cottura, che avviene a temperature che si aggirano tra i 900 e i 1.000 gradi centigradi.

Dopo la cottura si estrae il pezzo ancora incandescente con lunghe pinze di ferro e si deposita subito in un contenitore pieno di trucioli di legno.
Il contatto di questi materiali con la ceramica incandescente provoca l’accensione di una fiamma che brucia tutto il combustibile presente nel contenitore.

Subito dopo questo procedimento si immerge l’oggetto nell’acqua e lo si pulisce per eliminare i segni della combustione appena avvenuta.

Il risultato è sempre sorprendente: le cristalline, a contatto dell'aria, formano delle screpolature dette "craquelé" e gli smalti, quasi ancora liquidi, subiscono particolari effetti cangianti tanto da sembrare veri e propri gioielli metallici e le parti non precedentemente dipinte risultano annerite dal fumo.

La cerimonia del Te, o Gong-Fu-Cha fa riferimento all’arte di preparazione del Te nella cultura e tradizione cinese secondo una precisa scelta dei materiali, delle fasi di preparazione, nel rispetto del principio fondamentale dell’armonia.
Il cerimoniale del Te ha origine nelle province del Fujian e del Guangdong, dove è elevata la produzione e coltivazione di Te, ma si è poi diffusa in tutta la Cina, ed è stata importata da altri paesi asiatici, come il Giappone e la Corea, assumendo nuove forme e significati.

La crucialità della cerimonia del Te può essere intesa già dal significato del nome attribuitole in cinese: "gongfucha" viene infatti tradotto come “Te preparato con cura ed attenzione”: mentre "cha", che in cinese significa Te, significa anche armonia tra uomo e natura.
L’espressione "gongfu" può essere tradotta in diversi modi, che fanno riferimento all’impiego di tempo, all'impegno ed attenzione per compiere un lavoro, e all’ottenimento di abilità e risultati.

La cerimonia del Te cinese è una vera e propria tradizione culturale, che coinvolge tutte le fasi della preparazione della bevanda, dalla scelta degli oggetti, alla preparazione, al modo di servire, fino alla degustazione del Te, tutti gesti e regole basati, si presume, sui metodi di preparazione tradizionali antichi.

Si ringrazia la Fondazione Italo Bolano - Open Air Museum - la S.ra Alessandra Ribaldone Bolano per la tecnica Raku e il Maestro Marco Albasio per la cerimonia del Te.

Pagina modificata giovedì 30 novembre 2023


Il segreto della salute fisica e mentale non sta nel lamentarsi del passato, né del preoccuparsi del futuro, ma nel vivere il momento presente con saggezza e serietà.
La vita può avere luogo solo nel momento presente. Se lo perdiamo, perdiamo la vita. L'amore nel passato è solo memoria. Quello nel futuro è fantasia.
Solo qui e ora possiamo amare veramente. Quando ti prendi cura di questo momento, ti prendi cura di tutto il tempo.

Siddhartha Gautama




Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro.
Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri.
E’ suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell’umanità.

Toro Seduto




Ad ogni forza si contrappone una controforza.
La violenza, anche prodotta da buone intenzioni,
rimbalza sempre su chi l’ha generata.

Yamaoka Tesshu




Ciò che il gregge odia di più è chi la pensa diversamente;
non è tanto l’opinione in sé,
ma l’audacia di pensare da sé qualcosa che non sanno fare.

Arthur Schopenhauer