Corso di specializzazione sui Kata

2017-2018
Corso di specializzazione sui kata Gojushiho Sho e Gojushiho Dai

Venerdì 30 Giugno 2018 è terminato il corso avanzato di studio dei Kata Gojushiho Sho e Gojushiho Dai.
Di seguito le considerazioni finali su questi due bellissimi ed intensi kata:

Gojushiho Sho

Gojushiho, o "Useishi" ("La Fenice", come è noto a Okinawa) è uno dei kata accreditati al Maestro Sokon Matsumura. Ovviamente non si ha certezza se Matsumura abbia appreso questo Kata nei suoi viaggi in Cina oppure se il kata fosse il suo capolavoro finale come fusione di tutte le sue abilità e conoscenze. Gojushiho è tradotto semplicemente come "Cinquantaquattro passi piccolo", passi non intesi come "passi reali" ma come "passaggi" in riferimento al numero di passaggi o movimenti nel kata originale. Si dice che sia stato il Maestro Anko Itosu, studente di Matsumura, a creare le due versioni del kata: una versione Dai (grande) e una versione Sho (piccola). Entrambe le versioni sono molto avanzate e piuttosto lunghe. Essendo etichettato Sho come kata più piccolo, ci si aspetterebbe che Gojushiho Sho avesse un enbusen più corto e con meno movimenti rispetto al suo omologo Gojushiho Dai ma in realtà scopriamo che Gojushiho Sho è molto simile al suo omologo.
A differenza degli altri Kata di Anko Itosu, come il Bassai e il Kanku (che sappiamo essere kata completamente nuovi sviluppati usando kata precedenti come modello), i due kata Gojushiho sono quasi certamente due diverse varianti dello stesso kata. Entrambi i kata iniziano con mizu-nagare-uraken-kamae, una postura elegante che dimostra grazia e determinazione. Entrambi i kata fanno molto affidamento sull'uso delle dita per i colpi.
Quasi identici, questi kata differiscono nell'esecuzione di alcune tecniche che li caratterizzano: Per Gojushiho Sho è il gruppo di movimenti ryuun (nuvole fluenti) costituito da ryuun-no-uke, seguito da haishu-osae-uke/shuto-gedan-barai e che termina con il triplo shihon-tate-nukite.
L'obiettivo principale è di eseguire ryuun-no-uke il più agevolmente e graziosamente possibile e di ruotare le tecniche di nukite in modo rapido e preciso.

Gojushiho Dai

Gojushiho Dai, o "Cinquantaquattro passi grande", è il più complesso dei due kata Gojushiho.
I movimenti supplementari in confronto al suo gemello possono essere giustificati dall'inclusione di due tecniche in Gojushiho Dai che non sono presenti in Gojushiho Sho: koko-sukui-uke/tsukidashi e washide. Washide, o "mano d'aquila", è un attacco preciso che usa tutte e cinque le punte delle dita premute insieme nella forma del becco di un uccello per colpire i punti di pressione dell'avversario. Al di fuori di questo kata, la tecnica washide non esiste in nessun altro kata di stile Shotokan.
Gojushiho Dai viene caratterizzato ​​dalle tecniche kitsutsuki-no-kamae, keito-nagashi-uke e otoshi-ippon-nukite.
In sostanza, le tecniche ryuun (nuvola fluente) di Gojushiho Sho sono sostituite dalle kitsutsuki (picchio).
Il grande movimento delle ryuun-no-uke sono sostituite dal meno ampio keito-uke. Il lungo shihon-tate-nukite è sostituito da un più breve otoshi-ippon-nukite e i grandi zenkutsu-dachi e kokutsu-dachi sono sostituiti dal neko-ashi-dachi molto più piccolo.
Gojushiho Dai ha più tecniche eseguite in neko-ashi-dachi di qualsiasi altro kata Shotokan e insieme a Unsu, è uno dei due soli kata Shotokan che non hanno affatto posizioni kokutsu-dachi (escludendo ovviamente i Tekki).
Uno degli aspetti più difficili di questo kata si verifica quando si cambia direzione da un neko-ashi-dachi all'altro.
Un tempo Gichin Funakoshi provò a cambiare il nome del kata in Hotaku, che significa "picchio", a causa della frequenza dei colpi di percussione che lo caratterizzano (alcuni considerano il vero colpo del picchio come ryo-kentsui-koho-hasami-uchi) ma per ragioni sconosciute, il nome Hotaku non è mai stato accettato e pertanto i due kata hanno mantenuto il "semplice" nome antico Gojushiho.
Per studiare a fondo questo Kata si rende necessario comprendere le aree vitali dell'avversario per capire come utilizzare realmente le tecniche di colpire con le dita.