Kihon



Il kihon è l'insieme delle tecniche fondamentali.

La parola kihon è composta da due sezioni: Ki (fondamenta o radici) e Hon (base). Visualizzando gli ideogrammi delle due sezioni abbiamo che Ki è formato da due parti, una che simboleggia la terra e l'altra rappresenta l'inizio; Hon, invece, mostra un albero le cui radici sono rivolte verso il basso. La parola Kihon ha dunque il significato della necessità di porre delle solide fondamenta, delle profonde radici per poter costruire qualche cosa di duraturo.

Nella cultura giapponese viene data molta importanza alla preparazione prima di mettere mano a qualunque progetto ed è importante essere padroni delle basi di qualunque disciplina, prima di progredire in essa.

Nel Karate senza una perfetta padronanza degli esercizi i base non è possibile progredire e raggiungere alti livelli.

Eseguire un kihon significa eseguire le tecniche sia singolarmente sia con combinazioni.

Le tecniche nel kihon vanno eseguite prima lentamente e poi velocemente, e ogni singola tecnica deve essere analizzata e compresa nella sua forma ideale.

La dinamica di ogni movimento deve essere accuratamente studiata per il conseguimento della massima efficacia con il minimo sforzo.

Durante la pratica del kihon si impara ad usare correttamente la propria energia, la respirazione, la coordinazione, l'equilibrio e così il funzionamento del proprio corpo.

Il Maestro Taiji Kase disse:

"Con lo Shotokan si sviluppa la forza interiore del corpo. Un tempo si riteneva che nell'esecuzione della tecnica il corpo doveva essere in una posizione tale da permettere di continuare il combattimento.
L'attacco con una tecnica di piede, per esempio, non può essere eseguita se la posizione del corpo e dei fianchi non è assolutamente sotto controllo. Alcuni stili si concentrano esclusivamente sull'esecuzione della tecnica e con grande difficoltà possono passare da una tecnica all'altra.
Il maestro Yoshitaka aveva riflettuto a lungo su questo problema e aveva sviluppato uno stile che permetteva di passare direttamente da una tecnica a un'altra. Egli riteneva che sviluppando le tecniche maggiori si sarebbe rafforzato il corpo in modo tale che i muscoli impiegati in un settore avrebbero sostenuto quelli di un altro settore.
Per questo l'insegnamento di base dello Shotokan è molto vasto e prevede posizioni ben studiate.
Spesso molte posizioni e molte tecniche sembrano inutili. La loro utilità si rivela solo dopo dieci o vent'anni. Quello del Karate è un progetto a lunga scadenza. Nell'esercitare queste tecniche non pensiamo mai all'immediato domani, ma al futuro. Oggi io riesco a capire tutto questo. Con l'equilibrio e la stabilità possiamo muoverci ovunque. Credo che senza questo allenamento non sia possibile trovare la forza e l'equilibrio per essere veramente efficienti. E' questo quanto ha perfezionato il maestro Yoshitaka".