Seiza





  Il termine Seiza significa letteralmente “sedersi correttamente”.

Questa è la tradizionale seduta giapponese sulle ginocchia e viene fatta direttamente sul pavimento.
Essa non è usata solo nelle arti marziali ma anche in altre arti giapponesi come la cerimonia del tè, l’ikebana e lo Shodo (arte della calligrafia), il suo utilizzo è legato soprattutto a cerimonie ed eventi della tradizione.

La posizione di saluto in seiza (cioè seduti sui talloni)
fa parte delle forme di rispetto giapponesi:
l’uomo diventa così momentaneamente vulnerabile



Questa postura è nata nel periodo Muromachi (1336-1573) quando, secondo le “regole architettoniche”, i pavimenti degli edifici erano ricoperti di tatami.
Il suo utilizzo è durato, e sta durando, per molti secoli.

Per sedersi correttamente è necessario essere in ginocchio sul pavimento, gambe piegate, con i glutei sui talloni. Le caviglie dovrebbero leggermente ruotare verso l'esterno in modo che il dorso dei piedi sia del tutto schiacciato a terra sotto il peso del corpo, formando una specie di V.
La posizione delle mani dipende molto dalla situazione: nel caso dei karateka si tengono i palmi appoggiati sulla parte alta delle cosce, le dita non sono spalancate.
La schiena deve essere ben diritta ma non rigida, lo stesso vale per la testa e il collo.
Le donne tengono le gambe unite, gli uomini possono tenere al massimo la distanza di un pugno tra le due ginocchia. In alcune arti marziali è concessa la distanza massima di due pugni.
Seiza deve (dovrebbe) essere una posizione rilassante ma ordinata e composta.

Nelle Arti Marziali è molto importante la posizione degli occhi che deve essere dritta, come se fissassero un punto posto qualche  metro avanti a loro.
In questo modo è possibile vedere anche lateralmente e contrastare ogni eventuale attacco, senza dover necessariamente fissare lo sguardo verso il lato da dove ha origine l'offensiva.


Alessio Carboni